Il senso del killer per il reality: uccidere la star e diventare il vero protagonista Una giovane cantante americana che aveva appena terminato il suo concerto è stata ammazzata venerdì sera a Orlando, in Florida, da un fan, che poi si è ucciso.

Cronaca Orlando

Una giovane cantante americana che aveva appena terminato il suo concerto è stata ammazzata venerdì sera a Orlando, in Florida, da un fan, che poi si è ucciso. Christine Victoria Grimmie aveva appena ventidue anni, era molto carina e simpatica: una ragazza di successo nel mondo dei social network e dei talent show. YouTube l’ha consacrata star, con 24 milioni di visitatori sul suo canale. Il selettivo “The Voice-Usa” nel 2014 l’ha vista arrivare terza, che è quasi vincere. Aveva partecipato al Digital tour del 2011 ed era apparsa, lo stesso anno, nelle classifiche Billboard. Insomma, un’artista ai tempi del web che stava scalando le impervie strade del successo musicale. Era dentro al sogno di una vita, lei che aveva confessato una volta: “Mi sono sempre ispirata a Christina Aguilera. Devo dire solo grazie a lei se adesso so cantare”.

Ora, diffidate se qualcuno cercherà di spiegare l’inspiegabile attribuendo la colpa alla musica, o meglio, al mondo torbido e oscuro che ruota attorno alla musica pop e rock. No, la musica non uccide, anzi. Semmai, a uccidere è l’idea distorta che se fai fuori qualcuno che è famoso, lo diventerai anche tu. Senza escludere l’ipotesi di uno stalkeraggio estremo. E’ probabile che sapremo, in seguito a psicoidentikit, cosa aveva nella testa, il killer di Christine, alle 22 e 45 di venerdì, l’alba di ieri in Italia, quando le ha spianato due pistole e le ha sparato a bruciapelo. Immaginiamo la scena. Camerini del Plaza Live Theatre, non lontano da Disneyworld. Ecco Christine assediata da una sessantina di fan, assieme alla band Before You Exit. Autografi, selfie. Christine è in fondo si sente ancora una di loro: una provinciale di Marlton, nel New Jersey, diventata una stella grazie a YouTube (il suo canale conta 24 milioni di visite) e al talent show “The Voice-Usa”, quando nel 2014 sfiorò il successo, arrivando terza. E’ famosa per le sue cover (cliccate zeldaXlove64): quella di “Hello” sta spopolando su Internet, lei suona al piano e canta quasi come Adele. Prima dell’esibizione aveva postato un allegro video-invito su Facebook e Twitter. D’improvviso, due proiettili la colpiscono alla testa. Il fratello di Christine si getta sul killer, lo blocca, l’uomo riesce lo stesso a sparare altri due colpi, poi si uccide. Christine è trasportata all’Orlando Regional Hospital, ma è gravissima. A nulla serve il disperato intervento dei medici.

Viene in mente l’assurda fine di John Lennon, l’8 dicembre del 1980. Ucciso dal suo fan Mark Chapman che l’aveva atteso sotto casa, al Dakota Building di New York, davanti al Central Park. Parlando di John e dei Beatles si è costretti a citare Chapman. La stessa data fatale - l’8 dicembre, ma del 2004 - ricorre per un altro cruento episodio, all’Airosa Villa club di Columbus, nell’Ohio dove si esibiva Darrell “Dimelag” Abbott, chitarrista heavy metal del gruppo Pantera. Quella sera l’ex marine Nathan Gale balza sul palcoscenico, punta Darrell e gli ficca in testa cinque colpi di pistola. Poi, ne spara altri quindici prima di essere ammazzato da un poliziotto: ci rimettono la vita altre quattro persone.

Fonte: ilfattoquotidiano.it

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E' entrato in un locale in Florida e ha colpito decine di persone. Site: "Jihadisti celebrano la tragedia come regalo per il Ramadan". Secondo la Cnn ha "inneggiato allo Stato islamico durante la carneficina". Il padre, che per il Washington Post è vicino ai talebani afghani, nega movente religioso: "Era arrabbiato per aver visto un bacio omosessuale a Miami". Agente Fbi: "Indagammo su di lui per due volte, ma indagini non proseguirono". Il presidente attacca sulle armi, il candidato repubblicano accusa: "Troppo politically correct". Un uomo arrestato a Santa Monica con un arsenale in auto. Alla polizia ha detto di essere diretto al Gay Pride di Los Angeles