Mondiali addio “puttan tour” In trasferta - Altro che Pil perso, con l’esclusione della nostra squadra niente vacanza a luci rosse

Cronaca

Maledetti Azzurri! Ci avete tolto tutto. Non avremo la scusa per acquistare un nuovo supertv e seguire le oledpartite in hd e ultrasound. Ci mancheranno le furibonde incazzature al bar. Le interminabili discussioni in ufficio. La lettura della Gazzetta, di Tuttosport e del Corriere dello Sport. I rituali collettivi dei post-partita. Gli schermi giganti in piazza (ma non a Torino...). Un disastro sociale. Il calcio è la nostra religione. Ci avete trasformati in atei del pallone. Avete rovinato la messa: l’esecrabile pareggio a San Siro, che disdetta. E che disdette: quelle dei viaggi a Mosca. Dei tour in Russia. Col tutto compreso, e qualcosina di più. Insomma, ci siamo capiti: incluso cuscino e coperta, come dicevano una volta. Il lato B della trasferta di calcio. Una sorta di allegra e disinibita gita scolastica. Ah, le notti bianche di Pietroburgo come sarebbero state...indispensabili per stabilire se è meglio il calcio o il sesso, antica questione.

La Russia, quanto a sesso, è un tempio assai più reputato del calcio. E le russe amano gli italiani, dal tempo di Togliatti e dei girasoli di Mastroianni. Ci sfottono tutti, nel resto del mondo. Anche su Internet, non mancano gli sberleffi: “Ora bisogna solo tacere, niente discussioni o polemiche. Se facciamo credere alle nostre mogli che ci siamo qualificati, il puttan tour in Russia lo facciamo lo stesso”. Lo 0-0 ha dissolto aspettative e speranze hardcore. Quanto, lo lascia intendere il giornale inglese The Sun. Che va sul pesante: “Russian amb-ass-ador”, riferendosi a certe signorine piuttosto procaci pronte ad accalappiare il turista del football. Le assonanze di questo genere sono rigori contro i lubrichi progetti del tifoso arrapaho. Contrariamente a quanto sostiene lo storico inglese John Foot (nomen omen...) che scrivere (quindi parlare) di calcio “a volte è come scendere all’inferno”, il tifoso arrapaho pensa esattamente il contrario. “Birra, salsiccia/partita e bella ciccia”, gioire e soffrire, godiamo e pecchiamo. Il premio di consolazione, in caso di sconfitta. Il trofeo (proibito), se si ha vinto. L’esclusione da Russia 2018 ha tolto pure questo effetto collaterale...Insomma, mettete anche questo nel calderone della grande depressione scatenata da s-Ventura. Dicono che il nostro Pil perderà un punto, per colpa di questa umiliazione sportiva. Che ci sarà un vistoso effetto depressivo sui contratti degli sponsor. Secondo Lorenzo Sassoli de’ Bianchi, presidente degli investitori pubblicitari Upa, se la nazionale si fosse qualificata, ci sarebbe stato uno scatto aggiuntivo di 1-1,5% del fatturato pubblicitario. L’indotto del calcio vale miliardi di Euro, chissà quanti ne perderemo. Per fortuna risparmieremo sull’indotto in tentazione...Vi siete mai chiesti perché il sito russiantour.com, che sfrutta il logo ufficiale del ventunesimo campionato mondiale 2018, dia ampio risalto a immagini di “tifose del calcio” piuttosto succinte? Un messaggio mica tanto occulto, un invito a spassarsela. Ora avranno un gran daffare i vari operatori turistici per “vendere” Russia 2018, la vergognosa disfatta di San Siro - lunedì 13 novembre 2017, sottolineo l’incrocio degli infausti numeri - li ha colti di sorpresa. Solo Berlusconi non potrà dire di no all’amico Putin, e anche i suoi “cagnolini” lo seguiranno in quei trentadue giorni fatidici, dal 14 giugno al 15 luglio del prossimo anno. L’Italia avrà già votato, e pure la Russia. Il calcio ha un legame strettissimo col potere in Italia, Putin lo sta imparando dal maestro Silvio che sul Milan ha basato gran parte del suo carisma.

Fonte: ilfattoquotidiano.it

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