Lo strano rapimento della “signora di Cannes”. Simenon indaga… La ricca ereditiera Veyrac prelevata per strada Seppur minacciata, aveva rifiutato la scorta

Cronaca Nizza

NIZZA. Dicono i tanti testimoni: “Sembrava una scena da film”. E in effetti, tutto è avvenuto alla luce del sole. Lunedì 24 ottobre, quartiere dei Musiciens, il centro borghese di Nizza. Una donna anziana ed elegante esce da una farmacia sotto casa, dietro avenue Victor Hugo. E’ passato da poco mezzogiorno. La signora si chiama Jacquelin Veyrac, è ricchissima, ed è una delle donne più in vista di Nizza. Ha 76 anni che porta con baldanza. E’ dinamica negli affari e discreta nella vita. Difficile scovare il suo nome nelle cronache mondane, salvo durante il Festival del Cinéma, visto che è presidente del consiglio di amministrazione del Grand Hotel di Cannes. Madame Veyrac si dirige verso il suo Suv 4x4 nero, parcheggiato davanti ad un garage, apre la portiera. In quel momento, due uomini con la cagoule calata sul volto, un passamontagna scuro, l’afferrano per le braccia. Uno dei due le preme sul volto un fazzoletto, presumibilmente con dell’etere per renderla inoffensiva. I due montano su un furgoncino bianco che li ha affiancati e spariscono.

Che cosa c’è dietro il clamoroso e misterioso rapimento della milionaria Veyrac, avvenuto in una zona che pullula di videosorveglianza? Solo un riscatto, come pare abbiano richiesto i rapitori al figlio Gérard poche ore dopo il sequestro e come avrebbe confermato Sophie Jonque, la legale della famiglia? O è l’epilogo di chissà quali intrighi di potere per il controllo degli affari di madame Veyrac? A parte il solito spettro delle “nuove mafie”, Simenon sarebbe andato a nozze con questo sfrontato rapimento. Avrebbe subito cominciato a scrivere che i sospetti abbracciavano tutto l’entourage della Veyrac, compreso i familiari e i domestici. Ed infatti, confermano magistrati e poliziotti, “noi lavoriamo su parecchie piste. Nessuna esclusa. E’ una corsa contro il tempo”. L’inquietudine cresce col passare delle ore, intanto l’inchiesta è stata aperta per “rapimento e sequestro operato da banda organizzata e associazione criminale”.

Eppure, qualche dubbio (lecito) rimane sull’audace rapimento: già tre anni fa, nel 2013, madame Veyrac era sfuggita ad un tentativo di sequestro, con modalità più o meno analoghe a quelle dell’altro ieri. Nonostante tutto, la donna non ha seguito i consigli della Crim’ (la polizia criminale), e cioè di affidare la propria sicurezza ad una scorta privata. Strano. Potrebbe significare che forse sapesse chi poteva avere tentato di rapirla, magari era una sorta di avvertimento, un’intimidazione. Jean-Michel Prêtre, il procuratore capo di Nizza, ha accennato all’episodio ma non vi ha insistito, e pure questo potrebbe essere un’indizio: gli inquirenti stanno lavorando certamente in questa direzione anche se ufficialmente il procuratore ha detto di privilegiare l’ipotesi del rapimento a scopo di riscatto. Ma ogni rapimento ha un mandante...

E’ ovvio che gli inquirenti siano prudenti: madame Veyrac è una delle persone più ricche, stimate ed in vista della città. Vedova, madre di tre figli e nonna, presiede il consiglio di amministrazione del Grand Hotel di Cannes, gestisce uno dei ristoranti più famosi della Costa, il prestigioso (e caro, ve lo assicuro) “La Réserve”. Suo marito Gérard acquistò nel 1958 il Grand Hotel, assieme alla famiglia Crawford e a Paul Augier, già proprietario del Negresco: lo ristrutturarono e l’inaugurarono giusto cent’anni dopo la sua fondazione, undici piani - uno riservato alle suites - 75 stanze di lusso a cinque stelle, l’unico albergo della Croisette a disporre di un giardino con palme lussureggianti. Il mistero è servito. Sperando che non c’entrino logiche inedite legate al terrorismo, per autofinanziarsi.

Fonte: ilfattoquotidiano.it

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