“Che la vostra prole nasca senza culo”. Ecco come ci insulteremo a “San Silo” In curva - Dizionario italo-mandarino per sfogarsi nella lingua dei nuovi padroni

Cronaca Milano

C’era una volta l’Inter. Che forse si chiamerà Inter Suning… ma no, non subito. L’arma dei cinesi è la pazienza. Aspettano il momento giusto: per ora gli va bene Internazionale. Nel nome, il destino. Coraggio, cugini bauscia! Fatevene una ragione: l’Inter è ormai cinese a tutti gli effetti. E affetti. Fra poco, forse addirittura tra una settimana esatta, lo sarà pure il Milan.

Vent’anni fa, Zhang Jindong, il nuovo padrone dell’Inter, vendeva condizionatori d’aria nel suo negozio di Nanchino. Oggi è proprietario di una multinazionale di elettrodomestici e ha un giro d’affari di circa 16 miliardi di dollari. Vent’anni fa i padroni del calcio milanese si chiamavano Moratti e Berlusconi e lo stadio Meazza veniva chiamato la “Scala” del calcio: la Coppa dei Campioni spesso restava a Milano. Oggi i Moratti e i Berlusconi hanno issato bandiera bianca. Come il Meazza, non sono più all’altezza dei tempi.

Ci sono già le maglie nerazzurre col logo dello sponsor Pirelli in ideogrammi (pure quest’altro simbolo della milanesità è diventato cinese): si legge “Pilelli”, giacché in cinese non esiste la erre. Inutile chiudere gli occhi. Il calcio meneghino si è arreso all’opa made Xi Jinping, presidente della Repubblica Popolare, capo della commissione che ha varato un ponderoso documento (50 punti), il Piano di Riforma del Calcio. Il football è “priorità geopolitica”. Obiettivo: formare 50 milioni di calciatori. Creare tre squadre tra le prime venti del mondo. Varare una nazionale competitiva. Per questo, hanno bisogno di maestri. Come quelli italiani. Non ci resta che adeguarci. In modo bipartisan: per il derby Chinatown Milan-Inter della prossima stagione. Cominciando col nuovo lessico da curva.

“Ni Xi Huan Zu Qiu?” (“Ti piace il calcio?”), “Shi” (Sì) oppure “Bu Shi” (No). “Wo Men Yi Qi Xue Xi Hao Ma?” (“Giochiamo insieme?”). Normalmente una domanda del genere rivolta a tifosi di fazioni avverse provocherebbe una risposta sprezzante, “ma che cazzo dici!”. I cinesi sono più cauti. Mascherano la volgarità con espressioni piuttosto enfatiche. Per esempio: “Huaidan”. Letteralmente vuol dire “uovo rotto”. Traslato, “bastardo”. Più tosta l’espressione “Wugui wángbà dàn”, che è un bastardo davvero bastardo. Molto pittoresche sono alcune invettive, assai popolari sugli spalti cinesi: sanno di antico, resistono all’usura del tempo. Nei secoli, i cinesi non solo hanno insegnato l’Arte della Guerra, ma anche l’Arte dell’Offesa. Un esempio: “Wo Zhou nì sheng Haizi méi pìyan”: un mix di maledizione e irrisione, “Che la vostra prole nasca senza culo!”.

I cinesi sono assai scaramantici, la Cina è la patria della superstizione e ai numeri si attribuiscono forte potere simbolico. Per esempio, nessun giocatore in Cina indosserà mai una maglia con il numero 4, perché rappresenta la sfortuna. Lo evitano come la peste. Alcuni numeri sono insulti mascherati. Se vi capitasse di assistere a una giocata maldestra, potete gridare contro l’incapace calciatore “Èrbaiwù”. Cioè “250”: descrive un idiota. Se vi soddisfa infliggere uno squillante “stupido”, usate “chun”. L’ideale sarebbe “Chun Zhu”. Ha un doppio significato. Vuol dire “stupido maiale” e/o “deficiente”.

Se volete offendere sul serio, gridate “Cao ní ma”. Alla lettera, “cavallo fango ed erba”. Ma con accenti diversi si trasforma nel triviale e peggiore degli insulti: “Fottiti tua madre”. Con l’aggiunta di “Shabi”, “figlio di puttana”, l’effetto è devastante.

E le sfottiture? Come pigliare per i fondelli il presuntuoso “venezia”, il giocatore che scarterebbe sua nonna, pur di far scena? Basta urlargli: “ji ni Suan lao?”, “chi ti credi di essere?”. E se insiste perniciosamente, copritelo di sprezzanti, “Dadi xing”: disgustoso, schifoso. Non vi soddisfa? rincarate la dose: “IBE san”, “miserabile, mascalzone”. Sino alla gran madre dell’insulto, un classico cinese che più cinese di così si muore: “Cad wo ni zuzong Shiba Dai”, “fanculo i vostri antenati per diciotto generazioni” è la versione soft. Quella hard, “Zhòu ni zuzong shíba dài, zisun sanshíba dài”. “Maledico i vostri antenati per 18 generazioni e la tua discendenza per altre 38!”. Fate voi i conti.

Dimenticavamo l’arbitro: “Cai pan Yuan”. Ho chiesto al milanista Huiquing Hu, gestore del CaffédelBaffo di viale Bligny, come si dice “arbitro cornuto”. Ha risposto che in Cina non si dice. L’ho corretto: non ancora. Ghe pensemm nun. Ve lo insegniamo noi.

Fonte: ilfattoquotidiano.it

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