Da Eastwood a Depardieu

Cronaca

Deve essere l’ambigua seduzione dell’Impresentabile. Gérard Dépardieu, per sfuggire al fisco francese, ottiene il passaporto russo “dall’amico Putin”, poi gira un film in Cecenia e il dittatore Ramzan Kadyrov gli offre la cittadinanza. Pure Mickey Rourke non si è sottratto al fascino oscuro di Putin, indossando T-shirt con l’immagine del presidente russo e osannandone il cipiglio che, secondo lui, manca a Obama. Sean Penn, ribelle ed avventuroso divo, ha sempre flirtato con l’anti-americanismo: Hugo Chavez. Mahmoud Ahmadinejad. El Chapo. Adesso il Grande Satana è Donald Trump. Che Hollywood detesta. E che le attrici disprezzano. Per il mondo della celluloide è “stupido e volgare”. Steven Spielberg dice che “non ha un’idea di quel che fa”. Natalie Portman ne è schifata: “i suoi commenti razzisti sono orribili”. Julianne Moore lo trova “incredibilmente dannoso”. Samuel L. Jackson promette di “trasferire il mio culo in Sudafrica se quel figlio di puttana diventa presidente”.

Ma ecco una voce fuori dal coro. Quella del duro Dirty Harry. L’ispettore Harry Callaghan, icona giustizialista. Alias Clint Eastwood, 86 anni di carisma. In un’intervista ad Esquire spiega perché gli piace Trump: “E’ uno tosto. Dice quel che gli passa per la testa. Spesso non si tratta di concetti buonisti. Capisco da dove arrivano, anche se non sempre sono d’accordo con lui”. Clint punta la sua 44 Magnum contro l’America governata dalla pussy generation, la generazione delle “timorose fighette che ha paura di dire le cose vere e ci sommerge di politicamente corretto: questo non si può dire, quest’altro non si può fare, insomma tutto è proibito. Altrimenti, piovono accuse di razzismo”. Il leit-motiv di Trump. Ma Clint , pur essendo “un uomo piuttosto di destra”, sulle questioni sociali non la pensa come Donald. Ispettore Callaghan: il caso Trump è tuo.

Fonte: ilfattoquotidiano.it

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