CICLISMO PREDA DEI PETRODOLLARI

Cronaca DOHA

DOHA. Alle cinque della sera del prossimo 16 ottobre dovrebbe concludersi il Mondiale di ciclismo su strada a Doha, nel Qatar, il primo del Medio Oriente. Il campionato iridato prevede centocinquanta chilometri iniziali tra il deserto e la costa, falcidiati da sole e vento, poi sette volte un circuito cittadino (15,2 chilometri) nell’isola artificiale The Pearl, il fiore all’occhiello della lussuosissima Doha, inframmezzato da trappole varie, come strade strette, rotonde a go-go, persino un chilometro e mezzo di ciottolato, parente alla lontana del leggendario pavé che ha reso immortale la Parigi-Roubaix.

Alle 17 e 05, il torrido sole tramonterà. Il caldo no: quello incombe come un burkini climatico. Non si illudano, gli sventurati partecipanti, perché nonostante ottobre, laggiù nel Golfo Persico è canicola frastornante: l’anno scorso, alla stessa data, la massima segnò 35 gradi, la minima 28. Nell’ultimo Tour del Qatar (il primo fu disputato nel 2002) vinto dal velocista britannico Mark Cavendish, caldo e vento provocarono cadute e polemiche a non finire. Eppure era appena metà febbraio, il mese più fresco. Tuttavia gli sceicchi scuciono miliardi per i loro sogni sportivi di gloria - qui si disputeranno i Mondiali di calcio del 2022 - e allora, con la scusa della globalizzazione del ciclismo, i padroni delle biciclette, gli sponsor e i manager delle squadre intascano e tacciono, mentre i corridori bofonchiano ed esprimono le loro “perplessità”, subito chetate da sontuose gratifiche. Al diavolo la storia e la tradizione delle due ruote: coi petrodollari si compra tutto, anche le competenze. E l’albo d’oro.

Certo, la fatica resta improba, quindici giorni dopo l’ultima “classica” di stagione, il Lombardia, che da noi è chiamata non a caso la corsa delle foglie morte. I campioni saranno alla frutta. Per loro fortuna, non ci sono salite, nel Qatar. Percorso piatto: come in Olanda, dove scollini sui cavalcavia o sulle dighe. Ma lo sceicco Khalid bin Al-Thani, che è il presidente del comitato organizzatore, ha promesso una montagnola artificiale: avrà le caratteristiche di una salita europea. Saranno cavoli amari per Froome, Quintana e Nibali (il quale ha già compiuto una scelta strategica: l’anno prossimo corre per una squadra del vicino Bahrein).

Comunque, a garantire spettacolo e suspense ci pensa lo Shamal: vento forte e molesto. Soffia sabbia del deserto sulle strade del ricchissimo emirato, obbligherà i corridori a far “ventaglio”, per proteggersi dalle folate polverose. Chi vorrà vincere dovrà stare accortamente in testa al gruppo. E pregare che non si scateni un’improvvisa tempesta, quando cielo e terra si confondono e i granelli impalpabili penetrano ovunque, persino nei tubolari. Guai a frenare o a scartare improvvisamente. Sotto al caschetto, ci vorrebbe la kefiyyah (il copricapo dei beduini), per impedire che naso e bocca si riempiano di sabbia. E occhiali avvolgenti, come quelli degli aviatori di una volta. Per fortuna, ad ottobre le tempeste sono rare...

Non ricordo di aver mai visto un ciclista avventurarsi fuori di Doha, la capitale iperavventistica. Ricordo invece le raccomandazioni dei residenti europei: la bici comporta stress, non solo per il caldo feroce, le insidie del vento e della sabbia, ma soprattutto perché gli automobilisti non sono abituati alla presenza di ciclisti sulle strade. Lo stesso eroico Tour del Qatar si corre nel deserto: di pubblico. Stavolta, gli organizzatori iridati annunciano 30mila fan. Khaz! Che non è la parolaccia. Bensì la mascotte del Mondiale.

Fonte: ilfattoquotidiano.it

GUARDA ANCHE

Fenomenologia agostana dei leader mondiali in ferie 14/8/2017

Dimmi che vacanze fai e ti dirò che leader sei
Continua a leggere

A Londra gareggiano italiani. Ma non se n’è accorto nessuno 8/8/2017

Le gare terminano domenica, ma per gli azzurri presenti (36 in tutto) ancora nessuna medaglia. E nei prossimi giorni le speranze sono poche
Continua a leggere

Lettera di un “lentigrado” a Usain Bolt 4/8/2017


Continua a leggere

Fermi tutti, l’Apocalisse non è ancora arrivata 31/7/2017


Continua a leggere