136 Pokemon ad Auschwitz

Cronaca

Dopo l’entusiasmo che ha contagiato milioni di fans, ecco l’indignazione, l’ostilità, la rabbia. Quella di Auschwitz Memorial è datata 12 luglio. Con un tweet indirizzato a NianticLabs, lo sviluppatore di Pokemon Go, il travolgente gioco della realtà aumentata lanciato lo scorso 6 luglio negli Stati Uniti e poi, progressivamente, nel resto del mondo: “Non permettete Pokemon Go sul luogo di Auschwitz e in posti simili. E’ irrispettoso sotto ogni aspetto”. L’appello alla “decenza” è firmato dal direttore del museo dell’Olocausto di Auschwitz e dal responsabile del campo: c’erano 136 mostricciattoli nascosti nel museo e nel lager. A Nintendo, creatore di Pokemon, i due hanno scritto: “Vogliamo sensibilizzare in modo generale tutti i produttori di giochi perché rispettino la memoria delle vittime di questo che è stato il più grande campo nazista della morte durante la Seconda Guerra Mondiale”. L’appello è diventato virale. Dopo i primi giorni di delirio globale - l’esordio è avvenuto con la caccia al Central Park di New York - arrivano le prime critiche, le proteste, gli allarmi, gli inviti alla prudenza: perché spesso il gioco si rivela pericoloso. Addirittura mortale: un automobilista americano ha perso la vita, distratto dalla comparsa di un Pokemon mentre guidava la macchina. Nel Tennessee è comparso un pannello stradale: “Don’t Pokemon just drive”, smettela di giocare al Pokemon, guidate e basta. A New York centinaia di giocatori si sono rovesciati di nuovo sul Central Park per catturare un Aquali, una varietà molto rara e preziosa dei Pokemon. Nella precipitazione, addirittura certi avevano lasciato incustodita la vettura con le chiavi nel cruscotto. E non le hanno più trovate. Le auto. E le chiavi.

A Mosca sono insorti i dirigenti del museo del Gulag, perché anche lì è successo quel che hanno patito ad Auschwitz. A Sarajevo è intervenuto il governo della Bosnia-Erzegovina: “Signori di Pokemon Go, evitate di utilizzare il nostro territorio. I ragazzi rischiano di mettere il piede sulle mine che ancora non sono state neutralizzate o nemmeno scoperte”. I danni collaterali della guerra, al tempo di Pokemon Go. In Francia hanno fatto slittare il via delle cacce, a causa dell’attentato di Nizza del 14 luglio. Era previsto infatti per il 15, ma la società giapponese Pokemon Company ha deciso, opportunamente, di ritardare l’uscita del gioco. Ciononostante, migliaia di fanatici l’avevano già piratato. Sul magazine del quotidiano Le Monde è riportata la testimonianza del diciottenne liceale Maximilien, uno di loro, che assieme all’amica Lucile ha partecipato alla prima “battuta” francese, nei giardini del Luxembourg, a Parigi, il 14 luglio. Malgrado il divieto della prefettura erano in più di mille per stanare un Carapuce e un Bulbizarre.

La follia di Pokemon Go è contagiosa. Al punto che si è disposti a correre qualsiasi rischio pur di arrivare primi e conquistare il trofeo: sono ben 151 i modelli di Pokemon Come hanno fatto in Nuova Zelanda: l’arena di combattimento era al largo di Wellington, in pieno Oceano Pacifico. Due neozelandesi ci sono arrivati in kajak. Persino i commissariati sono stati invasi dai Pokemon e assediati dai giocatori. I mobilnauti non hanno esitato a violare una chiesa. Due californiani sono caduti da una falesia. Per non parlare del Dipartimento di Stato americano: durante la conferenza stampa di John Kirby sugli sforzi bellici degli Stati Uniti contro il Califfato, il portavoce del Dipartimento si è interrotto per redarguire un reporter che aveva individuato un Pokemon...La mania ha raggiunto persino i piani alti del Cremlino, uno dei primi a invaghirsi del gioco è stato l’ex presidente Dmitri Medvedev, attuale premier. Su Facebook, infatti, un giornalista ha rivelato di avere scoperto che mentre Putin stava cominciando a parlare, il telefonino di Medvedev ha cominciato a suonare la musichetta di Pokemon Go, quella che accompagna l’apertura dell’applicazione. Medvedev ha fatto finta di nulla, però l’ha subito spenta...la scenetta è immortalata anche su YouTube.

E in Italia? Il ravennate Loris Pagano, 27 anni, è il primo “allenatore” tricolore. Dice di essere un esperto, di avere un mucchio di richieste (vuole 15 Euro l’ora) ma anche di non avere tempo per farlo. Intervistato ieri, ha detto di essere già al livello 23 del gioco e di avere catturato più di cento Pokemon (sui 151). I siti nostrani abbondano di notizie. Colpiti dall’invasione dei mostricciattoli, il Colosseo di Roma, il Duomo di Milano, e via col tango, persino alla Prefettura di Milano dove si annidano un Taurus e un Charmander: sul web c’è la Pokemon Maps, lì la situazione è costantemente aggiornata. A Palazzo Chigi e alla Camera dei deputati sono stati avvistati parecchi mostricciattoli. Naturalmente il servizio di guardia del Parlamento si è allertato, decine di giovani erano pronti alla cattura. Il Pokemon virtuale si è allontanato verso via del Corso. Saranno cavoli amari, quando i Pokemon dovranno vedersela coi deputati.

Fonte: ilfattoquotidiano.it

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